Un viaggio attraverso figure femminili liminali, questo Frammenti d'anedonia: veggenti, guaritrici, dee cadute, artiste e donne comuni, unite dal filo sottile che lega il sacro al profano, la sofferenza alla trasformazione, il silenzio alla rivelazione.
Nel complesso, l'album si presenta come un mosaico di voci femminili senza tempo, che attraversano mito, storia, arte e vissuto personale per raccontare il dolore, la resistenza e la forza trasformativa dell'essere donna, in ogni sua forma e in ogni epoca.
Nel gennaio del 2021 esce "Derealizzazione Sintomatica", otto tracce dal sapore oscuro, mistico a formare un concept album il cui obiettivo è concludere l'ideale trilogia dell'inconscio iniziato con "Stati Alterati di Coscienza" e seguito da "Rito Apotropaico". La ballad "Fata Verde" vede la partecipazione di Omar Pedrini dei Timoria.
Dopo tredici anni di carriera e quattro album, gli ArtemisiA ritornano pubblicando il disco live "Anime Inquiete", un best of dove l'intento è quello di catturare la potenza ed energia della loro musica.
Un disco diverso quanto innovativo rispetto al passato, una sorta di viaggio attraverso le otto tracce presenti in questo "Rito Apotropaico", un sound più cupo e potente frutto di una costante crescita artistica e volontà di cambiamento.
Gli ArtemisiA giungono con "Stati Alterati di Coscienza" alla pubblicazione del loro terzo lavoro in studio, facendo ritorno sul mercato discografico a distanza di tre anni dal precedente "Gocce d'Assenzio".
L'evoluzione degli ArtemisiA è notevole e risulta palpabile nella qualità compositiva che risalta da ogni singola canzone presente nell'album.
"Gocce d'Assenzio" è il secondo album dopo il debutto con l'omonimo "ArtemisiA". Undici brani fuori dagli schemi classici del genere che spaziano dallo stoner al rock più melodico, dalla tradizione hard anni '70 alle contaminazioni contemporanee.
Con questo disco d'esordio gli ArtemisiA vogliono subito mettere in chiaro la loro posizione nel panorama musicale italiano: uno stile non classificabile, dove ai riff di stampo '70s si affianca un cantato in italiano a tratti teatrale e cantautorale.
Brani come l'omonimo "ArtemisiA", dove si omaggiano nelle prime note gli ispiratori Black Sabbath, sono una dichiarazione d'intenti.
Gli ArtemisiA nascono nel novembre del 2006 dalla volontà di Vito Flebus e Anna Ballarin, spinti dalla voglia di proporre qualcosa di originale: l'intento è quello di abbracciare il loro modo di vedere e intendere la musica differenziandosi però dal panorama italiano più mainstream. La prima line up vede Anna alla voce, Vito alla chitarra, Fabio Corsi al basso e Matteo Macuz alla batteria.
Nel 2007, già sotto contratto discografico, esce il primo omonimo disco registrato presso lo studio di Andrea Rigonat (storico chitarrista di Elisa Toffoli), dove il singolo "L'aliante" si ritrova in rotazione su radio quali Radio Capodistria e LatteMiele. Insieme all'album esce anche il primo videoclip "Artemisia", diretto dall'artista visiva Isabella Pers. Oltre all'intensa attività live gli ArtemisiA partecipano a numerosi festival e concorsi ritrovandosi spesso sul podio.
Nel 2010 vede la luce "Gocce d'assenzio", lavoro con il quale cominciano a farsi notare dalla stampa, mentre blasonate riviste quali Rockerilla e Hard n' Heavy recensiscono ottimamente il disco.
Tra il 2010 e il 2011 si ha un cambio nella line up; Matteo prima e successivamente Fabio lasciano il gruppo per seguire altri progetti. Anna e Vito trovano in Gabriele "Hammerdonk" Gustin alla batteria e Ivano Bello al basso il complemento adatto per poter portare avanti il progetto. Con queste premesse nel 2013 danno alle stampe "Stati Alterati di Coscienza", disco accolto molto calorosamente tanto dalla stampa specializzata quanto da testate come Guitar club e Rockhard. Il singolo estratto è "La strega di Port'Alba", il cui video, diretto da Erik Canciani, arriva in finale al premio Michel Gondry FilmFestival nella sezione videoclip.
Nel 2016 registrano il loro quarto disco presso lo studio Blasig con la partecipazione del maestro Carlo Marzaroli al violino ed il maestro Massimo Devitor a dirigere il coro Gospel Soul Circus su alcuni brani dell'album.
Dopo un cambio di label vede la luce nei primi mesi del 2017 "Rito apotropaico", anticipato dal video "Tavola antica" diretto da Andrea Cerovac. L’ingresso nel 2017 di Elettra Medessi come corista e seconda voce fa sì che anche nei concerti venga reso al meglio il lavoro vocale presente nei dischi in studio; la vera dimensione degli ArtemisiA è quella live, dove il loro sound roccioso e potente emerge in tutta la sua forza.
L'intensa attività live a supporto del disco li porta nel 2019 a pubblicare il disco live "Anime inquiete" dove, oltre agli ultimi pezzi, vengono catturati in una sorta di "best of" anche i loro brani più rappresentativi dei loro dieci anni di carriera.
Verso la fine del 2019 e i primi mesi dello sfortunato 2020 sono impegnati nelle registrazioni del loro quinto album in studio. "Derealizzazione sintomatica" il titolo scelto per questo nuovo lavoro sarà pubblicato il 22 gennaio 2021, sempre per la Onde Roar Records di Alessio Ligorio, e vede la presenza di un ospite d'eccezione l'ex Timoria Omar Pedrini a duettare con Anna nel brano "Fata verde". Ad imprezziosire ulteriormente l'album ci sono ulteriori ospiti. Il singolo scelto per fare da apripista al nuovo lavoro è "Ombre della mente", uscito il 4 dicembre 2020, accompagnato da un video diretto da Marco Iacobelli coadiuvato da Diego "Imakarum" Caponetto. Nel luglio 2021 entra a far parte della band il tastierista Ulisse Tonon, nei mesi successivi partecipano al festival Fosar e alla trasmissione "Rock Revolution" di Rai radio 1.
Il 16 Dicembre 2021 esce il video "Fata verde" secondo singolo tratto dall album Derealizzazione sintomatica diretto da Diego Caponetto e con la partecipazione vocale di Omar Pedrini.
Al posto di Ulisse Tonon, nel 2022 entra a far parte della famiglia ArtemisiA il tastierista Ezio Turus e il 3 settembre 2023 esce il nuovo videoclip "Ladro d'anime", terzo singolo estratto dal nostro sesto album "Derealizzazione Sintomatica". Nel 2026 firmano con la label Volcano records per la pubblicazione del loro settimo album.
Un viaggio attraverso figure femminili liminali, questo Frammenti d'anedonia: veggenti, guaritrici, dee cadute, artiste e donne comuni, unite dal filo sottile che lega il sacro al profano, la sofferenza alla trasformazione, il silenzio alla rivelazione.
Apre l'album Ciò che l'acqua mi ha dato, omaggio al celebre dipinto di Frida Kahlo, dove ansie, ricordi e paure galleggiano in un'unica straziante composizione visiva e sonora. Segue Rivelazione, ispirata alla performance Rhythm 0 di Marina Abramović: il brano guarda dritto nell'abisso della natura umana, la sua fragilità e la sua violenza latente. Eroi di plastica riporta lo sguardo alla realtà contemporanea, denunciando i meccanismi di potere che schiacciano e mettono a tacere, mentre Luna nera riscrive il mito di Lilith come atto fondativo di ribellione femminile. Accabadora dà voce a una figura leggendaria della tradizione sarda, custode pietosa del confine tra vita e morte. Pensiero divergente è invece una canzone che attraversa il presente, ritratto intimo di una mente neurodivergente che vive il mondo con un ritmo tutto suo. Penultimo il brano Sibylla, voce ancestrale che ammalia gli dèi stessi. Il corpo umano diventa terreno di lotta in Veleno, dove il morso della tarantola si fa metafora di dolore e rinascita attraverso la danza.
Nel complesso, l'album si presenta come un mosaico di voci femminili senza tempo, che attraversano mito, storia, arte e vissuto personale per raccontare il dolore, la resistenza e la forza trasformativa dell'essere donna, in ogni sua forma e in ogni epoca.
ITNuovo album per la rock band, forte di venti anni di intensa attività, costantemente basata su un sound molto personale che fonde elementi hard, prog, metal, folk, dalle tinte oscure e gotiche, come ben evidenziano gli otto brani di Frammenti d’Anedonia.
Some songs begin as private memories and gradually reveal a much wider meaning. “Eroi di plastica” belongs to this category. Rooted in a real experience from Anna Ballarin’s past, the track transforms an individual story into a broader reflection on the forms of psychological pressure and abuse that still affect many women inside oppressive workplaces.
With “Ciò che l’acqua mi ha dato”, ArtemisiA dive deep into one of the most intimate and symbolic pieces of their upcoming album Frammenti d’anedonia. Inspired by Frida Kahlo’s 1938 painting Lo que el agua me dio, the song transforms visual art into sound, translating the emotional and symbolic density of the original work into a heavy and progressive sonic landscape.
Nel gennaio del 2021 esce "Derealizzazione Sintomatica", otto tracce a formare un concept album il cui obiettivo è concludere l'ideale trilogia dell'inconscio iniziato con "Stati Alterati di Coscienza" e seguito da "Rito Apotropaico".
Per "derealizzazione" s'intende quello scollegamento dai propri processi mentali che genera una sensazione di estraniamento dall'ambiente circostante. In una sorta di percorso nei meandri delle fobie e psicosi umane, come la tafofobia (in Fobia), cioè la paura di essere sepolti vivi, l'album è costellato di brani dal sapore oscuro, mistico che abbracciano sonorità quasi Doom europeo anni '90. Da "Ladro d'Anime" costruita su riff zeppeliniani (cit.) passando per l'Hard Rock sognante di "Identità" fino al misticismo primordiale della ballad "Fata Verde" che vede la partecipazione di Omar Pedrini dei Timoria, dove l'Assenzio (la Fata Verde) fa da collante alla tumultuosa storia d'amore proibita tra i poeti maledetti Verlaine e Rimbaud, tragicamente finita tra colpi di pistola e galera.
L'album è stato preceduto dal singolo "Ombre della Mente", uscito nel dicembre 2020, ispirato alle poesie di Alda Merini e più in generale alla pazzia.
ITQuesto nuovo album completa un discorso iniziato con “Stati Alterati di Coscienza” e seguito poi con “Rito Apotropaico”. Un a trilogia legata all’inconscio,
ITGli ArtemisiA sono una band che presenta dei connotati prettamente non schematici i quali la rendono una realtà molto atipica o se vogliamo non mainstream come i nostri vogliono far intendere nella loro bio.
ITConcentrandomi maggiormente sulla parte musicale- e ingurgitando ascolti paralleli degli ultimi capolavori in italiano di Fiaba e La Janara – per accettare il cantato nazionale nella musica proposta dagli ArtemisiA, credo di poter affermare che il nuovo lavoro
ITArtemisiA, “Il nostro stile è influenzato dalle sonorità degli anni settanta”
Con questo titolo gli ArtemisiA vogliono fare il punto della situazione dopo tredici anni di carriera e quattro album, pubblicando un disco Live dove l'intento è quello di catturare la potenza ed energia della loro musica nell'ambiente a loro più consono, il palco.
Registrato in diretta durante uno dei molti concerti tenuti nell'estate del 2018, rigorosamente senza post produzioni, il disco è una sorta di "best of", punto di partenza per i prossimi lavori, verso nuove esperienze sonore ritornando così alla loro concezione di anime inquiete.
ITDopo tredici anni di carriera e quattro album (“ArtemisiA”, “Gocce D’Assenzio”, “Stati Alterati di Coscienza” e “Rito Apotropaico”), la band italiana (da Gorizia) ArtemisiA gioca la mossa del disco dal vivo, come fanno tutte le band che vogliono rilasciare una testimonianza della propria grinta in concerto e ripercorrere, nel contempo, il proprio percorso artistico in un vibrante greatest hits “live”.
ITPer chi non conoscesse ancora questa splendida realtà tricolore il consiglio è di non perdersi questo live dalla resa sonora che esalta la prestazione della band e la qualità dei brani: un salto a ritroso nella discografia passata sarà il passo successivo.
ITGli Artemisia sono una band di Gorizia che ha alle spalle circa tredici anni di attività e e quattro ottimi album e l’appuntamento con il live è un’altra fase importante della loro carriera.
Un disco diverso quanto innovativo rispetto al passato, ma sempre coerente con il classico marchio ormai indelebile degli ArtemisiA.
"Apotropaico": termine riferito a oggetto, atto, animale o formula che allontana o annulla un'influenza maligna (Treccani). "Rito Apotropaico" nasce attorno a questo significato, una sorta di viaggio attraverso le otto tracce presenti in questo nuovo lavoro in studio.
Non si tratta propriamente di un concept, bensì di un percorso attraverso le tematiche storicamente care al gruppo, quali il mistero, le leggende, l'aldilà, l'animo umano nella sue varie sfumature, le paure e la fede.
Musicalmente parlando la scelta di un sound più cupo e potente è frutto di una costante crescita e volontà di cambiamento, ma come precedentemente anticipato, con la voglia di restare fedeli a sé stessi, al marchio ArtemisiA.
ITUn album molto bello ed intenso, un passo avanti importante per gli Artemisia ed uno dei migliori esempi di metal cantato in italiano degli ultimi tempi.
ITGli ArtemisiA tornano con un uovo e quarto album intitolato “Rito Apotropaico” contenente otto brani e che
Sonorità dello stoner rock unite a quelle del progressive. Dal 2006 (anno di nascita del gruppo) ad oggi di tempo ne è passato e il gruppo ha acquisito esperienza e maturità.
Attraverso i testi cogliamo una ricerca personale degli autori che con grande maestria riescono ad esporli attraverso lo studio di miti e leggende. È più o meno un viaggio all'interno della propria anima, si passa dalla gioia alla paura, facendo di tanto in tanto apparire una sorta di spettro che potremmo inquadrare come una guida ed un ostacolo allo stesso tempo. Insomma, parliamo di un lavoro di un certo rilievo non solo musicalmente ma anche per quanto riguarda le tematiche che lasciano ampio margine a personali riflessioni.
Analizzando il sound del disco sentiamo subito dei graffianti riff mescolati a sgargianti giri di chitarra, ciò crea un suono a volte ruvido, a volte dolce e quieto. Basso e batteria sono ben coordinati mentre la voce di Anna Ballarin è un vero e proprio tocco di classe, a metà tra sensualità e rabbia, insomma, una chicca.
"Stati Alterati di Coscienza" è un fiore all' occhiello della discografia degli ArtemisiA , è un lavoro maturo che racchiude il sapere degli artisti, i testi lo testimoniano.
ITIl terzo album degli ArtemisiA ci porta sui territori del rock cantato in italiano ma dalle energiche venature metal, rendendosi potenzialmente appetibile a diverse fasce di ascoltatori.
ITSono passati tre anni dalla release di “Gocce di Assenzio”, disco che aveva richiamato molta attenzione attorno al nome degli ArtemisiA, band assai particolare ed esclusiva nel panorama delle rock band italiane contemporanee.
ITUnire sonorità dedite allo Stoner Rock con quelle del Progressive è una cosa che gli Artemisia ormai sanno fare benissimo. Dal 2006 (anno di nascita del gruppo) ad oggi di tempo ne è passato e i ragazzi hanno acquisito esperienza e maturità, non è un caso infatti che Stati Alterati di Coscienza sia un disco degno di nota.
ITTerzo disco per gli Artemisia, band italiana a cavallo fra rock progressivo e stoner.
"Gocce d'Assenzio" è il secondo album dopo il debutto con l'omonimo "ArtemisiA".
Si può dire tranquillamente che gli undici brani siano fuori dagli schemi classici del genere: il rock del quartetto, infatti, è molto melodico ed il cantato in italiano fa si che lo risulti ancora di più. "Gocce D'Assenzio" risulta quindi in bilico fra pop e rock italiano. Un lotto di 11 brani che spaziano dallo stoner al rock più melodico, dalla tradizione hard anni '70 alle contaminazioni contemporanee, senza disdegnare ballate acustiche e visioni psichedeliche, in omaggio al nome della band e al titolo del cd.
Con questo disco d'esordio gli ArtemisiA vogliono subito mettere in chiaro la loro posizione nel panorama musicale italiano: uno stile non classificabile, dove ai riff di stampo '70s si affianca un cantato in italiano a tratti teatrale e cantautorale.
Brani come l'omonimo "ArtemisiA", dove si omaggiano nelle prime note gli ispiratori Black Sabbath, sono una dichiarazione d'intenti.